OMELIA PER IL FUNERALE DI MADRE NICOLETTA              (di Don Fabio)

4 OTTOBRE 2004

Mt 25, 1-12 (parabola delle dieci vergini)

25,1 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.

 

Uno dei nostri desideri fondamentali che nutriamo per tutta la vita, da quando siamo bambini a quando diventiamo adulti è quello di diventare saggi. Vorremmo essere saggi come i nostri genitori, i nostri professori, i nostri amici più grandi, nostro marito, nostra moglie e via dicendo.

Oggi, che salutiamo madre Nicoletta, è lei al centro della nostra attenzione e della nostra preghiera. Attraverso di lei, nella sua vita, nelle sue scelte, il Signore ci dona di trovare un po’ della sua saggezza. Oggi, davanti al Signore, ritroviamo il desiderio di diventare saggi a partire dalla testimonianza che ci ha lasciato la madre, quando siamo diventati suoi amici.

A questo nostro desiderio risponde anche il Vangelo che abbiamo appena ascoltato. Ci racconta delle cinque ragazze sagge, che hanno saputo fare le scelte giuste al momento giusto e così sono arrivate pronte e in tempo all’incontro più importante della loro vita, quello con il Signore Gesù, a lungo atteso.

La loro saggezza ci viene proposta come

tempismo: esse sanno aspettare, si preparano per tempo ad un’attesa potrebbe essere lunga e con la saggezza di chi calcola in anticipo e nel modo giusto quello che serve.

vigilanza: portano con sé olio sufficiente, simbolo di ciò che ci vuole per rimanere svegli e attenti, senza farsi inutilmente prendere da altre preoccupazioni.

dedizione: sono totalmente sbilanciate sullo sposo, gl’importa solo di lui e del suo arrivo. Non per egoismo non danno olio alle altre cinque, ma per non mancare all’arrivo di Gesù.

Tra le cinque giovani oggi ci piace annoverare anche madre Nicoletta, non tanto per farne l’elogio, ma per ringraziare il Signore di averne fatta una nostra compagna di viaggio e, da oggi, un sostegno che ci aiuta a capire l’opera dello Spirito Santo in noi.

Di lei ricordo in modo chiaro alcuni episodi, che sono, a mio parere, l’espressione della sapienza evangelica delle cinque giovani di Matteo.

negli appuntamenti quotidiani arrivava sempre per tempo e per prima; in questo era una sicurezza. Ultimamente, quando così non capitava era perché non stava bene, come l’anno scorso spesso succedeva in vacanza.

la sua vigilanza traspariva dal fatto che teneva in mente le cose, perché al centro della sua preoccupazione c’erano le persone. Un mese fa mi ha ricordato una riunione e soprattutto un appuntamento che aveva preso con una persona in particolare. Suo desiderio era che trovasse qualcuno a dirle che lei non poteva esserci per via della salute.

Ciò che però colpiva della sua saggezza era la capacità di dedizione totale nel suo modo di essere. Trovava il tempo per pregare e per dedicare tempo allo sposo in ogni occasione, pur di rimanere fedele ai tempi quotidiani della preghiera. Trovava sempre qualcosa da fare, non tanto per scacciare la noia, ma perché ogni sua opera aveva in mente una persona particolare, una festa particolare, una ricorrenza cara per qualcuno che lei conosceva.

Oggi ricordando madre Nicoletta, chiediamo al Signore di non dimenticare che Lui ci rende saggi come ha reso saggia lei, che Lui è capace di farci affrontare con serenità e reattività ogni difficoltà, soprattutto quelle che riguardano la salute.

La madre ha lottato per vivere e per amare e oggi grazie a Dio lotterà con noi perché noi possiamo imparare, anche attraverso di lei, la saggezza di Dio che può essere anche la nostra saggezza.

Chiediamo al Signore questa saggezza, forti del suo aiuto e dell’esempio nuovo di vita che oggi per sempre ci dona di ricordare.