Don Bruno Castiglioni
- coadiutore di S. Valeria dal 1963 al 1981 -
(da un'intervista di Massimo nel mese di Maggio 2003)
Don Bruno Castiglioni nasce il 06 gennaio 1938 a Mozzate Seprio, in provincia di Como.
Entra in seminario in prima media a Masnago e qui conclude il triennio di scuola media inferiore.
Proseguirà gli studi con la quarta e quinta ginnasio nel seminario di S. Pietro, a Seveso; nel seminario di Venegono inferiore si impegnerà negli studi liceali.
Dopo aver seguito il corso Propedeutico a Saronno, entra nel Collegio Villoresi di Monza come prefetto e nel frattempo prosegue gli studi teologici, dando gli esami nel seminario di Venegono.
Durante la seconda e terza teologia sarà prefetto nel seminario di Seveso ed infine, durante la quarta teologia, sarà prefetto nel seminario di Venegono ove terminerà gli studi.
Viene ordinato sacerdote il 28/06/1963 ed il giorno dopo celebrerà la sua prima S. Messa nel suo paese natale, Mozzate Seprio (CO).
Già l’11 di luglio sarà nominato coadiutore in quel di S. Valeria ed il 13 sarà già tra i suoi parrocchiani, il giorno dopo il suo arrivo sarà già in piena attività con il suo primo battesimo.
L’arrivo di Don Bruno a S. Valeria, avviene in un momento molto importante per la costruzione delle infrastrutture parrocchiali.
Dietro la chiesa è ancora presente il campanile in legno ed è proprio allora che si gettano le più ampie fondamenta su cui si erigerà l’attuale campanile.
L’oratorio di Via Piave, adiacente il Santuario, è l’oratorio maschile; le ragazze infatti, fanno oratorio presso le Canossiane di Via Torricelli; le più giovani invece presso l’asilo Ronzoni di Via Toti.
Quando Don Bruno prende le redini dell’oratorio, in Via Wagner è già in corso la costruzione del nuovo oratorio.
Da un progetto dello "Studio Brambilla", ereditato dallo "Studio Cabiati", sta prendendo forma la struttura che oggi ben conosciamo, ma che allora era solo un cantiere di lavoro che, dato anche l’impegno economico, sembrava non finisse mai.
Erano già attivi i campi da calcio, i ragazzi che giocavano nel "C.S.I." facevano riferimento all’Oratorio di Via Piave ma disputavano gli incontri, già ad 11 giocatori, nel campo di Via Wagner.
Don Bruno inserirà anche il Basket e tenterà con la Pallavolo, ma qui non potrà andare oltre a qualche partita con il "G23 Seregno" perché non esistevano allora altre squadre per poter organizzare dei tornei.
Sempre nell’ambito sportivo, in occasione del 25° del "Gruppo Sportivo S. Valeria", organizzerà la prima fiaccolata da Ravenna che nel tempo diventerà tradizione sportiva.
Anche le varie "corse campestri" ed i molti "tornei serali" di calcio saranno caldamente voluti da Don Bruno, che potrà contare su un folto e motivato gruppo sportivo.
Oltre ai suoi impegni parrocchiali e di oratorio, Don Bruno seguirà spiritualmente anche il ricovero per anziani "Ronzoni", i malati allettati e la casa delle "Canossiane".
Nei primi anni ’60 Don Bruno celebrerà anche nella vecchia "Cappella Fontana" al Ceredo (precedente l’attuale Chiesa) fino all’arrivo di Don Paolo Farina.
Durante i lavori di costruzione dell’oratorio sarà eretta anche la Chiesa dedicata a S. Domenico Savio; terminata la Chiesa, gli incontri di preghiera non si terranno più nella Cappella sotto l’oratorio di Via Piave ma si terranno in questa Chiesa, dando di fatto il via alla frequenza dei ragazzi nel nuovo oratorio.
Molti ricorderanno Don Bruno anche nella sua veste di "direttore della corale", ruolo che ereditò da Don Emilio; soprattutto la sua pignoleria nelle esecuzioni!
Chi ha conosciuto Don Bruno Castiglioni ha conosciuto anche la passione per il lavoro di questo sacerdote, che è stato prima di tutto sacerdote, ma anche capomastro e falegname, idraulico e lattoniere, imbianchino e giardiniere, un prete operaio nel vero senso della parola.
Molti di noi lo ricordano con in mano qualche attrezzo da lavoro e, probabilmente, nessuna delle persone che lo ha frequentato è sfuggita alla raccolta dei sassi nel campo da calcio (quando lo si preparava per la risemina) o alla imbiancatura di qualche locale dell’oratorio.
Pronte le varie attrezzature sportive, oltre al campo di calcio, il campo da Basket e la palestra, Don Bruno si dedicò anima e corpo alla costruzione del Teatro di S. Valeria, che però non riuscì a portare a termine a causa del nuovo incarico nella Parrocchia di Calò.
Riuscì a portare a termine il palco, l’insonorizzazione e le poltroncine e nel 1980 la biglietteria con l’ingresso attuale, poi rimodernato.
Nell’aprile del 1981, dopo 18 anni passati a S. Valeria, viene nominato Parroco a Calò, Parrocchia dal 1568.
Qui si insedierà nel maggio del 1981, una parrocchia di 1.285 anime.
Dopo più di 20 anni passati a Calò, a conferma delle sue particolari attitudini al lavoro, ristrutturerà completamente l’oratorio, sistemerà fondamenta, tetto e restaurerà alcuni affreschi della Chiesa.
Sistemerà la casa parrocchiale e provvederà alla ristrutturazione dell’asilo parrocchiale.
In occasione della festa patronale molti amici di S. Valeria tornano a trovarlo nella sua Calò e Don Bruno, che ha mantenuto i contatti con molti di loro, non manca di tenersi aggiornato sulle vicende di S. Valeria, a cui resta legato a doppio filo.
“Don Bruno, cosa le è rimasto di 18 anni passati a S. Valeria: la soddisfazione delle cose fatte; la gente………?”
“Io ho nel cuore la gente di S. Valeria; ho passato 18 anni meravigliosi tra la gente di S. Valeria e preso dalle mille cose che c’erano da fare, non mi accorgevo di quanto questa gente mi era vicina e mi si era affezionata.
Quando nell’’80, mentre prendevo le misure per l’ingresso del teatro, caddi e mi ruppi la gamba, restai bloccato a lungo.
In quell’occasione mi resi conto di quanto la gente di S. Valeria si fosse affezionata a me ed io a loro.
Mi ritrovai circondato di attenzione e di aiuto da parte di moltissime persone ed in quell’occasione capii che per loro non ero solo un sacerdote che amministrava i sacramenti ma anche un amico”.
Negli anni passati a Seregno, Don Bruno condivise la sua casa con una persona che scelse di dedicare la sua vita al servizio dei sacerdoti.
Maria Mariani, dell’ordine delle "Orsoline di S. Angela Mericci", nacque il 21/07/1922 e, dopo aver servito altri sacerdoti, su invito di Don Giuseppe Rimoldi, nel 1974 si prese cura delle esigenze domestiche di Don Bruno Castiglioni.
Trasferitosi a Calò, la Sig.ra Maria lo seguì e continuò nel suo servizio sino alla sua morte, il 07/08/90.
Molti di noi ricorderanno il personaggio, semplice e umile, per essere stata per anni anche l’organizzatrice per la distribuzione e gli abbonamenti del bollettino parrocchiale e dell’amico della famiglia.