da "L'Amico della famiglia" - Ottobre 2002 -
Domenica 29 settembre 2002 abbiamo
festeggiato il 72° anniversario della Consacrazione del Santuario della Madonna
di Santa Valeria. La S. Messa
solenne delle ore 11.00 è stata anche l’occasione per salutare don Antonio
Bertolaso che ha svolto il suo ministero nella nostra parrocchia per sei anni e
che ora è stato nominato parroco della Parrocchia Sacra Famiglia di Cesano
Maderno.
La comunità parrocchiale ha salutato don Antonio all’inizio della
celebrazione con le seguenti parole:
“Salutiamo
con particolare affetto Don Antonio Bertolaso, presente tra noi in questo giorno
di festa, nel quale celebriamo la Consacrazione del nostro Santuario avvenuta 72
anni fa.In questa giornata vogliamo ringraziare don Antonio che ci ha
accompagnato durante questi sei anni con impegno e dedizione; lo ringraziamo in
particolare per aver accolto e guidato i nostri ragazzi dell’oratorio.Da
settembre è stato chiamato alla guida della parrocchia “Sacra Famiglia” di
Cesano Maderno.In questo
momento, colmo di emozioni e sentimento, gli chiediamo di aiutarci a pregare con
intensità e raccoglimento.Chiediamo la sua benedizione affinché anche noi,
grazie al suo esempio, possiamo percorrere, con fiducia ed entusiasmo, le strade
della nostra missione.”
Don Antonio, durante la S. Messa, si è rivolto alla comunità parrocchiale, in occasione del 72° anniversario della Consacrazione del Santuario, con le seguenti parole:
“Con
gioia sono qui in mezzo a voi per celebrare la Pasqua del Signore Gesù in
questo giorno in cui la comunità di S. Valeria festeggia il ricordo, la memoria
della Consacrazione di questo tempio di Dio, luogo costruito e voluto per
potersi incontrare con il Signore attraverso i Sacramenti e attraverso la vita
di comunità cristiana che si ritrova attorno a Gesù. Potete vedere oggi queste
dodici candele accese alle pareti della chiesa, e dietro ad ogni candela c’è
una croce. Queste candele vengono messe nelle chiese consacrate per significare
che dodici sono gli Apostoli e noi fondiamo la nostra fede su quella dei dodici
Apostoli. E grazie a queste testimonianze di fede che noi oggi ci troviamo qui a
festeggiare tutti assieme. E
oggi sono qui pieno di commozione per l’ amicizia che mi state dimostrando:
per me i vostri volti sono quelli di Cristo. All’ inizio di questa
celebrazione mi avete ringraziato per il servizio fatto alla gioventù:
l’essere stato presso di loro il
sacerdote, il pastore mandato da Dio per annunciare il Vangelo, mi permette di
dire ora: “siete stati e siete il volto di Cristo per me”. Perché anche voi
mi avete insegnato a crescere. E insieme a voi, oggi, vorrei rileggere questi
sei anni e un giorno di storia passata qui a Santa Valeria, rileggere i rapporti
umani vissuti con voi alla luce della Parola di Dio. Il Salmo Responsoriale di
questa domenica dice così: “Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i
tuoi sentieri. Guidami nella tua verità ed istruiscimi, perché sei tu il Dio
della mia salvezza, in te ho sempre sperato. Ricordati della tua fedeltà che è
da sempre. Non ricordare i peccati delle mia giovinezza: ricordati di me nella
tua misericordia, per la tua bontà, Signore. Buono e retto è il Signore, la
via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai
poveri le sue vie.” Sei anni di storia lasciano certamente un segno in tutti,
e ci interpellano su come li abbiamo vissuti. Tanti avvenimenti mi hanno e ci
hanno interpellato. Mi ricordo ancora come
mi sono presentato a voi e delle promesse che vi avevo fatto. Le più
importanti erano quelle di impegnarmi ad annunciare il Vangelo e di essere un
sacerdote che si impegnava a vivere la comunione con il parroco, con la suora e
con tutti voi, nella consapevolezza che dove due o più sono riuniti nel nome di
Cristo, Egli è in mezzo a loro. Sì, credo a questa promessa di Gesù,
consapevole che Egli lavora nei cuori più dei miei ragionamenti, delle mie
iniziative e più di ogni tattica che ho usato. Pertanto nel nome di questa
promessa al Signore, chiedo perdono per quelle volte che ho mancato in carità,
e in ascolto. Mi è caro e consolante domandare a Dio: “Fammi conoscere le tue
vie”, quelle che mi propone attraverso la preghiera, l’ascolto della sua
Parola e le vicende umane. “Io non ritenni
di sapere altro se non Gesù Cristo, e questi Crocifisso.” E questo ho cercato
di comunicare con la celebrazione eucaristica, la catechesi, l’oratorio, lo
sport, l’amicizia, le vacanze e le varie iniziative. E al termine del mio
mandato qui a Seregno, faccio mie le parole evangeliche che dicono:” Al
termine del giorno ricordati che sei servo inutile e che hai fatto ciò che
dovevi fare. Pertanto niente vanagloria”. Ritengo faccia parte del disegno
misericordioso di Dio sulla mia
vita l’essere diventato parroco. Voi sapete che questo trasferimento è
coinciso con il saluto a mamma che è partita per il Paradiso e che ora prega
per me e per noi assieme al suo sposo Mario. I due avvenimenti si sono
intrecciati e mi hanno aiutato a capire tante cose, a tornare all’essenziale
nella vita.
Colgo l’occasione per ringraziare la comunità di S. Valeria per la vicinanza e l’amicizia verso di me e verso la mia famiglia. Anche questo gesto di partecipazione è segno di come bisogna vivere i rapporti umani, l’attenzione, l’amicizia, la comunione nella Chiesa. Da qui porto via l’amicizia di cui tutti noi abbiamo bisogno, la dedizione, la disponibilità verso gli altri. Mi avete aiutato a maturare il mio essere sacerdote, ognuno con il proprio volto e carattere. Ho avuto tanti collaboratori: i catechisti, gli animatori dell’oratorio, le signore disponibili a collaborare sia per il bar, sia per il “Laboratorio delle mamme”. Ringrazio anche il gruppo della Terza Età, la Caritas, il Gruppo missionario. Tanto ho ricevuto anche dai malati, che ho visitato anche di frequente e il loro desiderio di ricevere la visita del sacerdote mi ha richiamato l’essenzialità nella vita. Noi tutti abbiamo bisogno di compagnia, quella vera, quella che Dio ci ha donato in Cristo e dobbiamo annunciare a tutti che viverla è possibile nella Chiesa. Ancora una volta desidero scommettere su Gesù, attraverso la fedeltà alla mia vocazione, sapendo che andrò dove Egli mi condurrà, e sarà sempre per il mio bene. “Ricordati, Signore, della tua fedeltà che è da sempre” Allora c’è una parola che voglio usare per concludere: GRAZIE! Con questo grazie voglio raggiungere tutti: il cuore di coloro sono presenti qui oggi, coloro che ci stanno seguendo via radio, e anche quelli che per vari motivi oggi non possono essere qui con noi, e sono parecchi. Grazie a don Lino, per l’accompagnamento di questi sei anni a S. Valeria, a Madre Nicoletta per i tre anni trascorsi assieme e per il suo fedele servizio, a don Luigi e a tutti voi. Vi invito a continuare a scommettere su Gesù Cristo nella Chiesa e nella missione perché riempie la vita e le dà gioia e significato. Per vivere la Chiesa siamo stati aiutati anche dai santi, dei quali abbiamo davanti ai nostri occhi queste statue poste sulle colonne della chiesa, quasi sospesi a “metà” tra noi e il cielo. Ci ricordano che nella vita si può essere furbi: infatti il santo è un